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Link Building, guadagna autorevolezza!

Cosa s’intende per Link Building?

La link building è una tecnica seo, il cui obiettivo è accrescere il numero di link in ingresso verso un sito web. Questa pratica della seo offsite aumenta la popolarità e nel contempo fornisce maggiore autorevolezza a una pagina o a un sito. Se gli utenti considerano i nostri contenuti utili per approfondire un argomento, quindi li ritengono una fonte autorevole, anche il motore di ricerca lo farà, facendoci scalare posizioni nella serp.

Cosa prevede una strategia di Link Building?

Una strategia di Link building per essere efficace e al contempo per ridurre i rischi di penalizzazione deve far apparire i link come naturali. Sarà perciò fondamentale che essi vengano acquisiti in modo graduale nel tempo, tenendo conto dell’anzianità di un sito. Molti link acquisiti in un tempo breve danno infatti l’idea di essere innaturali. I link dovranno provenire da diversi siti: non devono arrivare tutti dallo stesso indirizzo IP. Bisogna prediligere la qualità alla quantità: è meglio ottenere 1 link da 50 domini che 50 link da un solo dominio.

I siti che ci linkano dovranno inoltre essere attinenti al tema del sito ricevente, della stessa lingua, di buona qualità, con contenuti originali e utili all’utente.

Le modalità di acquisizione dei link possono essere molteplici, vediamo perciò quali possono essere le “fonti” della link building.

Google ama i link naturali, quelli guadagnati producendo contenuti utili all’utente, che rispondano perciò alle sue esigenze di conoscenza. Combatte invece quelli artificiali a suon di algoritmi, che aggiorna sistematicamente per riuscire a rintracciarli.

Dunque esistono delle fonti di link più o meno a rischio.

Quelle per così dire “pulite” sono:

  • La scrittura di Guest post: questa tecnica consiste nel produrre un contenuto che verrà poi pubblicato su un sito ospite. Il contenuto conterrà un link che punta al mio sito.  Fare guest blogging apporta diversi vantaggi: oltre ad ottenere backlink, si entra in contatto con un pubblico che non è il nostro, anche se in linea e si costruisce una nuova rete di relazioni.  Ovviamente è necessario scegliere in modo accurato il blog sul quale pubblicare il nostro contributo. Il sito dovrà essere autorevole, attinente, della stessa lingua. L’articolo che andremo a scrivere non dovrà essere autopromozionale, ma dovrà essere originale e approfondito, corretto grammaticalmente, ben formattato e dovrà contenere pochi link (1 al massimo 2). Se possibile inserite del guest post una vostra breve biografia. Come effettuare la ricerca del blog che ospiterà il nostro articolo? Possiamo effettuare una ricerca con keyword e analizzare le prime 8-10 risorse restituite da Google. Successivamente, per farci un’idea, possiamo utilizzare anche un tool gratuito come link explorer di Moz per analizzare i link di un sito e valutarne l’autorità di dominio.
  • Il Digital Pr: comprende tutte le attività che hanno lo scopo di accrescere il Brand Awareness, cioè la reputazione di un brand e permette di ottenere link ad un costo contenuto. In questo caso andremo a coinvolgere influencer del nostro settore. Chi sono gli influencer? Possono essere bloggers, youtubers, personaggi di rilievo, esperti di settore. Queste persone sono in grado di influenzare i propri seguaci in merito ad un determinato argomento o prodotto. Coinvolgere gli influencer consente inoltre di raggiungere il proprio pubblico obiettivo in breve tempo. Come individuare gli influencer? Possiamo utilizzare tool come Topsy e Klout, ma anche la ricerca di Google e Seozoom per individuare siti del settore. Prima di mettersi in contatto con l’influencer prescelto è consigliabile iniziare a seguirlo, commentare i suoi post instaurando così una relazione. Come si valuta un influencer? Se possiede un sito, osserviamo il suo posizionamento, la qualità dei contenuti. In alternativa prendiamo in considerazione il livello di engagement sui social.
  • Le menzioni senza link: rappresentano l’evoluzione della link building. I motori di ricerca sono ormai in grado di valutare il brand mention (menzione di un brand) e la site mention (menzione del sito) come un forte segnale di fiducia. Esse inoltre, non creando un legame ipertestuale, non possono essere manipolate. Le menzioni assumono un maggiore valore se sono inserite in un contenuto di un sito autorevole e ovviamente a tema.
  • Le interviste, recensioni di prodotti: fare delle interviste a delle figure di rilievo del proprio settore può portare all’acquisizione di molti link. Le persone intervistate, infatti, molto spesso promuovono spontaneamente il contributo rilasciato, influenzando in questo modo i propri lettori, che a loro volta potrebbero linkare la risorsa. Effettuare una buona recensione di un prodotto di un brand noto, può portare il produttore stesso a linkare o a menzionare il nostro contributo.
  • Le infografiche: le rappresentazioni grafiche riescono a trasmettere in modo semplice ed immediato delle informazioni in merito ad un determinato argomento e possono essere sfruttate per inserire al loro interno dei link. Una volta create le si fa inserire all’interno di altri siti a tema. In alternativa le inseriamo all’interno di una pagina del nostro sito come approfondimento o riepilogo di quanto trattato e subito sotto inseriamo una call to action con l’invito a inserire l’infografica contenente il codice embed in altri siti.
  • Il link earning, che consiste nel “guadagnare” link attraverso la produzione di ottimi contenuti, in grado di fornire agli utenti un reale valore aggiunto.
  • broken link: in questo caso individuiamo i link rotti in siti a tema, contattiamo i proprietari del sito e proponiamo loro di sostituire il link che genera un errore 404 con uno che rimanda al nostro sito.
  • Lo studio e replica dei backlink dei competitor: innanzitutto trovo i siti e i contenuti che contengono backlink che puntano ai nostri competitors, successivamente produco un contenuto più approfondito contenente un link al nostro sito e infine proponiamo al proprietario del sito in questione la sostituzione del contenuto presente con il nostro più attuale.

Le “fonti di massa” sono:

  • Le directory: in questo caso ci troviamo di fronte a siti che contengono degli elenchi di siti raggruppati per settore. In genere per inserire il qui il proprio sito comporta il pagamento di un prezzo. Oggi queste sono quasi in disuso, anche perché rispetto al passato hanno poca rilevanza, tuttavia in alcuni settori funzionano ancora. 
  • L’article marketing: consiste nella pubblicazione di articoli redazionali contenenti link al nostro sito attraverso l’iscrizione a piattaforme web. Non sempre l’adesione comporta il pagamento di una quota, comunque chi gestisce la rete di siti su cui vengono pubblicati i nostri contenuti ottimizzati sfrutta gli stessi (ricevuti gratuitamente) per scalare la serp e ricavare un guadagno. In passato, chi sfruttava questa tecnica di link building, è riuscito a raggiungere buoni risultati, attualmente invece non è una pratica consigliata.
  • Il social bookmarking: anche questa strategia è datata e consiste nel condividere con chiunque i propri link preferiti. Sono molti i siti di bookmarking che offrono questo servizio e il loro funzionamento è analogo all’aggiunta di una pagina che ci piace nei “preferiti” del browser. La differenza sta nel fatto che per quanto riguarda il browser la lista è accessibile solo a noi che l’abbiamo creata, mentre nel sito di bookmarking è accessibile a tutti i visitatori del sito stesso. Quando viene aggiunto un bookmark c’è inoltre la possibilità di scegliere la keyword con cui linkare il proprio sito e questo aumenta la possibilità di posizionamento per determinate parole chiave.
  • i social media

Queste fonti di link sono tenute sotto osservazione dai motori di ricerca e perciò considerate più a rischio di penalizzazioni.

Sono del tutto sconsigliate pratiche adottate prima dell’avvento degli algoritmi di Google come lo scambio di link, l’inserimento dei link nel footer o in siti non a tema ecc.

 

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