frequenza di rimbalzo

Frequenza di rimbalzo: come interpretare e sfruttare questo dato!

La frequenza di rimbalzo è uno dei fattori di ranking a cui viene prestata meno attenzione, in quanto il suo impatto sulla Seo non è diretto. La sua influenza però si manifesta su altre metriche, che assumono una rilevanza diretta.

Che cos’è la frequenza di rimbalzo?

È una metrica che ci indica la percentuale di utenti che accedono sul nostro sito e visualizzano solo la pagina di atterraggio, senza accedere ad altre risorse presenti sul sito web. La frequenza di rimbalzo non tiene conto del tempo che l’utente trascorre sulla pagina, si tratti di 20 secondi piuttosto che 10 minuti, ciò che conta è il numero di pagine visualizzate. 

 

Quali sono i fattori che possono influenzare la frequenza di rimbalzo?

 

Indubbiamente la quantità di risorse disponibili sul sito e soprattutto il collegamento fra di esse, ovvero i link interni, influiscono direttamente du questo dato. Anche questo fattore è spesso sottovalutato, nonostante sia molto importante, contribuendo a una migliore navigazione sia per gli utenti che per i motori di ricerca, che eseguono la scansione delle risorse proprio attraverso i link.

 

Una volta atterrato sulla nostra pagina, dobbiamo incentivare l’utente ad approfondire l’argomento, inserendo dei link ad altre risorse interne correlate. I link perciò devono essere ben visibili, per l’utente dev’essere chiaro che cliccando sulla parola evidenziata da un colore diverso e magari sottolineata giungerà su una pagina che approfondirà l’argomento espresso dalla parola stessa.

 

Un altro fattore molto importante è la qualità dei contenuti. Più gli utenti troveranno i tuoi articoli interessanti e utili, maggiore sarà la loro propensione a visitare altre pagine del tuo sito. Allo stesso modo un design accattivante e che faciliti la user experience invoglierà i tuoi lettori a rimanere sul tuo sito!

Anche la lentezza nel caricamento della pagina influisce sul tasso di rimbalzo, così come una ottimizzazione mobile non perfetta.

Infine può incidere un’errata corrispondenza della parola chiave, cioè se ti posizioni per una parola chiave errata, che non rappresenta il reale contenuto del tuo articolo.

Dove posso rilevare la frequenza di rimbalzo del mio sito?

Per rilevare questo dato devi collegare Google Analytics al tuo sito. Puoi trovare il bounce rate già nella schermata home, ma per avere un dato legato anche ad altre indicazioni relative al pubblico dovrai accedere dal menù a sinistra cliccando su Pubblico > Panoramica.

frequenza di rimbalzofrequenza di rimbalzo

 

 

La metrica così rilevata però costituisce un dato “non puro”, in quanto comprende i valori complessivi relativi agli utenti di ritorno e dei nuovi utenti. Dovremo perciò procedere con l’inserimento di un segmento per estrapolare un dato reale. 

Ecco come procedere: Comportamento> Contenuto del sito> Tutte le pagine.

Successivamente clicco su Aggiungi segmento e dalla schermata che si apre fleggo la voce nuovi utenti e salvo l’impostazione.

 

frequenza di rimbalzo                          frequenza di rimbalzo

In questo modo riesco a porre un riflettore sul comportamento dei nuovi utenti, isolandolo da quello degli utenti di ritorno.

Il segmento “Nuovo utente” ti mostrerà solo la frequenza di rimbalzo delle persone che non hanno mai visitato il tuo sito.

Accedendo nuovamente al rapporto Comportamento> Contenuto del sito> Tutte le pagine potrò fare un raffronto tra la frequenza di ribalzo dei nuovi visitatori e quelli di ritorno.

 

frequenza di rimbalzo

 

Qual è la differenza tra frequenza di rimbalzo e frequenza di uscita?

Capita spesso di confondere queste due metriche o di pensare che esprimano uno stesso valore. In realtà non è così, ecco la differenza:

  • La frequenza di rimbalzo identifica l’uscita di un’utente dalla pagina da cui è entrato, senza visitare altre risorse del sito;
  • La frequenza di uscita invece identifica l’uscita dei visitatori da una pagina dopo averne visitate delle altre.

In sostanza tutti i rimbalzi identificano delle uscite, mentre non tutte le uscite rappresentano dei rimbalzi.

Quali sono gli effetti del Bounce Rate sul ranking?

Se un utente accede al tuo sito e lo lascia subito dopo per accedere ad un altro sito concorrente presente nella serp ti sta dicendo che non ha trovato ciò che cercava. Sostanzialmente non hai soddisfatto il suo search intent.

In un certo senso non hai mantenuto una promessa!

Con il tuo annuncio gli hai fatto credere di fornire un determinato contenuto, che in effetti non è presente sulla pagina di atterraggio. In alternativa il contenuto presente sul tuo sito non ha una buona qualità e questo ha generato un rimbalzo, cioè un’uscita dalla stessa pagina di ingresso. In questo modo hai regalato un visitatore a un tuo concorrente. Questo processo viene definito Pogo Sticking, ed è qualcosa di rilevante agli occhi di Google. Sostanzialmente un utente gli sta comunicando che il contenuto di un sito che si trova in una posizione inferiore alla tua nella serp ha contenuti migliori dei tuoi! Il motore di ricerca certamente ne terrà conto!

Come ridurre la frequenza di rimbalzo?

Il primo passo per compiere delle azioni efficaci per ridurre il rimbalzo è individuare le pagine che registrano i tassi di rimbalzo più alti.

Come fare? Sfruttiamo le informazioni che ci fornisce Google Analytics!

Accedi alla sezione  Comportamento> Contenuto del sito> Tutte le pagine. In questo grafico potremmo evidenziare le pagine con i dati peggiori e cogliere spunto per migliorare il loro contenuto, rivedere la keyword di riferimento e riscrivere lo snippet per renderlo il più rispondente possibile al reale contenuto della pagina,.

schermata google analytics

Per perfezionare ulteriormente la ricerca, possiamo impostare Analytics, al fine di escludere le pagine con traffico talmente basso da essere irrilevante.

Google Analytics

Dopo aver cliccato sul pulsante Avanzate e scelgo come dimensione secondaria Visualizzazioni di pagina e imposto come parametro 100 visualizzazioni. Ottengo questa visuale:

frequenza di rimbalzo

A questo punto hai raccolto dati sufficienti per comprendere dove devi lavorare.

Le azioni che dovrai compiere su queste pagine per ridurre il bounce rate sono le seguenti:

  • verifica che la parola chiave che hai scelto per posizionarti corrisponda effettivamente al contenuto presente nell’articolo;
  • mantieni le promesse: ciò che indichi nello snippet deve rispecchiare appieno il contenuto della pagina;
  • inserisci dei link interni a risorse collegate all’articolo, che ne approfondiscano qualche aspetto;
  • utilizza i collegamenti a pagine correlate e i suggerimenti “ti potrebbe anche interessare”, soprattutto se il tuo sito è un e-commerce;
  • correggi eventuali errori grammaticali. Rendi il contenuto facile da leggere scrivendo frasi brevi, utilizzando la suddivisione in paragrafi e evidenziando in grassetto parti di testo/parole rilevanti;
  • parla all’utente, coinvolgilo, cerca di soddisfare il suo intento di ricerca;
  • inserisci immagini e video;
  • cerca di migliorare la velocità di caricamento delle pagine;
  • assicurati che tutte le pagine del sito siano ottimizzate per la visualizzazione da mobile;
  • inserisci a fondo pagina una call to action.

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